Valutazione dell’Apprendimento

Nel corso dell’anno scolastico il bambino si confronta con una moltitudine di sfide e nuovi compiti, tra cui la messa alla prova delle capacità di apprendimento di ciascuno. E’ possibile che, nel proprio percorso scolastico, alcuni bambini possano presentare delle difficoltà a riguardo che possono avere poi ripercussioni su più aree, dal rendimento alla socialità. 
Alla luce di ciò, e proprio al fine di tutelare e salvaguardare lo sviluppo del bambino, risulta fondamentale la possibilità di effettuare una corretta diagnosi tramite un’apposita valutazione.

In cosa consiste la valutazione dei DSA?

Effettuare una diagnosi precoce è fondamentale per poter intervenire tempestivamente al fine di evitare i più comuni vissuti di frustrazione e sfiducia che possono portare a disinvestire nella scuola fino al rischio di abbandono scolastico.

La valutazione avviene tramite una batteria di test che possono variare in base all’età del minore e alle preferenze dello specialista.
In linea di massima, però, possiamo dire che le aree indagate sono:

  • Abilità di Lettura
  • Abilità ortografiche di scrittura
  • Componente prassica della lettura
  • Abilità aritmetiche e di calcolo
  • Abilità non verbali
  • Funzionamento intellettivo globale

Per una corretta diagnosi sarà necessario che risulti un funzionamento intellettivo globale nella norma e difficoltà in uno o più domini specifici (lettura, scrittura, grafia, numero e calcolo). Risulterà inoltre necessario poter escludere la presenza di disturbi o difficoltà di altro tipo quali disturbi sensoriali, neurologici o disturbi della sfera emotiva che potrebbero incidere sulle capacità di apprendimento. Ulteriormente, condizioni ambientali di svantaggio socio-culturale possono anch’esse interferire con la possibilità di accedere ad un’adeguata istruzione.

La diagnosi di DSA può essere effettuata solo a conclusione del secondo anno della scuola primaria!
Nello specifico dislessia e disortografia a compimento del secondo anno di scuola primaria mentre per la discalculia bisogna aspettare la fine del terzo anno. Questo perché, essendo il bambino in pieno sviluppo, alcune difficoltà in quegli anni potrebbero essere dovuti al normale processo di acquisizione e non ad un deficit specifico.

Ho una diagnosi di DSA. E adesso?

Il bambino che ha un Disturbo dell’Apprendimento può lavorare affinché le sue abilità possano essere potenziate e, per quanto possibile, compensate le sue difficoltà. Il fine è quello di poter permettere al bambino di apprendere al pari dei propri compagni di classe.

Una diagnosi di DSA permette di essere tutelati dalla Legge 170/2010 nel diritto all’istruzione e alle possibilità di successo scolastico, garantendo un diritto allo studio pari agli altri studenti. Tra le varie, la scuola deve garantire un Piano Didattico Personalizzato (PDP), redatto dagli insegnanti, che illustri i passi e gli strumenti necessari per favorire l’apprendimento e il successo scolastico dello specifico studente con DSA. Inoltre, l’alunno avrà diritto a strumenti compensativi e dispensativi che lo sollevano da una prestazione resa difficoltosa dal disturbo, senza che però questo gli faciliti il compito dal punto di vista cognitivo.

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